STORIE DI RUGBY
BETTARELLO, 20ANNI FA
di Antonio Liviero
LA PRIMA CON I BARBARIANS
Bararello? Bararello chi? Alla reception dell'albergo,una signorina gentile e incredula controllò la lista degli ospiti senza trovare quel nome insolito.
Stefano sillabò: Bet-ta-rel-lo. ma lei di rimando: Ba-ra-rel-lo? I'm sorry.
Una goccia di sudore affiorò sulla fronte del mediano di apertura del Treviso e dell'Italia.
Pensò che forse non si travava a Cardiff ma stava sognando.
Oppure si trattava di uno scherzo di qualche compagno di Treviso.Insistette nel suo Inglese stentato.Ma la signorina lo scrutava inflessibile e sospettosa: un italiano nei barbarians?
Ma chi vorrà prendere in giro, sembrava chiedersi.
Ci pensò il direttore dell'hotel, chiamato d'urgenza, a mettere fine a quell'assurdo imbarazzo. Aveva origini italiane: "Stefano, ma certo.
Qui c'è molta curiosità per te".
Era il venerdi Santo. la sera i Baa-Baas sostennero un sommario allenamento sul campo dell'Athletic Cardiff cui seguì la cena in albergo.
Tra i Britannici ci fù molta cordialità mentre Bettarello riamse un'pò in disparte con il terza linea della Romania Morariu.
Erano i soli esterni dell'International Board.
"Mi pare che ci sia un'pò nei nostri confronti, è naturale" confidò Bettarello".
"Se ci hanno chiamati è per giocare, ma per domani la vedo dura". Invece quando alzarono da tavola il capitano del Galles Pickering avvicinò l'apertuta del Treviso: "Allora, domani giochi".
Il 18 Aprile 1987 i Barbarians affrontarono il Cardiff all'Arms Park, sul campo che attualmente il club.
Era un pomeriggio di sole, senza una bava di vento. Bettarello interpretò subito la partita secondo il dogma dei Barbarians , sollecitando a ripetizione la linea dei trequarti nella quale spiccava la star inglese Carling.
Dopo una decina di minuti l'arbitro concesse una punizione da oltre metacampo."Adesso fai vedere chi sei" disse tra se Stefano.
Piazzò il pallone: 52 metri, centrale. Un brusio di sorpresa si levò dalle tribune. Bettarello fece i suoi soliti 5 passi indietro, seguiti dai tre laterali a semicerchio. Infine aggiustò la posizione dei piedi, allontanadosi di dieci centimetri dalla palla.
Rilassò le spalle e rallentò il respiro. Guardòi pali. Poi posò la palla. Unì il pollice e l'indice della mano sinistra e , come sempre quando compiva quel gesto, pensò a Roby Robazza tallonatore azzurro e suo maestro di trannig autogeno.
Trascorsero tre secondi di vuoto mentale. Chiuse gli occhi per un attimo.
Infine la breve rincorsa. Colpì di collo pieno. la palla si alzò dritta.
"Va, va, va..." mormorò il mediano d'apertura. Un boato accompagnò il tiro che entrava tra i pali.
La partita dell'apertura azzurra proseguì sullo stesso livello: un monumentale calcio di spostamentodai propri 22 metri ai 22 avversari; tre mete trasformate delle quali due dalla linea di touche, e un'altra punizione da 48 metri.
Alla fine 100% al pide, e scelte di gioco perfette. I Barbarians in vantaggio18-3 alla fine delprimo tempo furono rimontati e sconfitti (33-24) dalla forza del collettivo del Cardiff. Il giorno dopo le pagine dei quotidiani erano tutte per Bettarello"padrone della scena" paragonato per creatività a Barry Jhon."Ah se la mamma gli avesse messo nome Gareth..." sospirò il cronista del Sunday Mail.
Il giorno di Pasqua i Baa Baas si riunirono a pranzo in un ristorante sulla scogliera tra cardiff e Swansea.
All'improvviso Pickeringpicchettò con il coltello sul bicchiere.Si fece silenzio ed entrò tra gli applausi un cameriere con una torta e una candelina.
Sulla torta c'era scritto "happy birthday". Stefano compiva 29 anni ma nonl'aveva detto a nessuno. Il ghiaccio era sciolto.
Contro ogni previsione fu schierato dal primo minutoanche l'indomani a Swansea, dove i Barbarians vinsero 30-17 con 6 mete.
Bettarello rinunciò a piazzare e reallizò 32 trasformazioni. L'anno dopo fù invitato di nuovo.
Giocò entrambe le partite e segnò all'ultimo minuto il drop della vittoria (22-21) a Swansea che diede al capitano dell'Inghilterra Orwin il suo primo successo in Galles.
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